• L’enorme patrimonio Unesco in Catalunya

Monastero Santa Maria de Poblet

Il numero di siti UNESCO presenti in Catalunya è davvero sorprendente! Senza dubbio è naturale pensare alla città di Barcellona con Sagrada Família e Casa Batlló, due esempi del patrimonio artistico della città. Ma la regione catalana custodisce tantissimi altri luoghi preziosi come le chiese romaniche di Vall Boí, i resti romani di Tarraco e il Monastero di Poblet. E il patrimonio UNESCO in Catalunya si estende anche ai beni immateriali: scopri quali nel nostro articolo.

Modernismo a Barcellona e dintorni

Avete mai sentito parlare di “Modernismo”? Complici diversi viaggi verso quella terra meravigliosa, non posso fare a meno di abbinare a tale termine il genio di Antoni Gaudí, massimo rappresentante di questo movimento artistico sviluppatosi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Barcellona è, senza dubbio, la meta da scegliere se siete interessati a tutto ciò. E se avete poco tempo a disposizione, ma volete comunque seguire un itinerario che attraversi il cuore del modernismo locale, vi consiglio di iniziare il vostro giro dal simbolo indiscusso della città: la Sagrada Família. È l’opera più famosa di Gaudí il quale, però, la lasciò incompiuta. Le uniche parti costruite sotto la sua direzione sono infatti l’abside e la facciata della Natività. I lavori proseguirono affidandosi a disegni e modelli scampati alla distruzione della guerra civile del 1936-39.

Da lì spostatevi a piedi verso Casa Milà, conosciuta anche come La Pedrera, edificio residenziale dalla struttura estremamente complessa che anticipa l’architettura espressionista e la scultura astratta. Proseguite poi verso la vicina Casa Batlló. L’opera di restauro avvenne proprio per mano di Antonio Gaudí tra il 1905 e il 1907. Sebbene sia l’esterno a lasciare tutti in un primo momento a bocca aperta, non è da meno l’interno, dove giocano un ruolo fondamentale le sfumature della maiolica blu.

Attraversate la splendida Plaça Catalunya per imbattervi nell’edificio che meglio rappresenta il modernismo: il Palau de la Música Catalana. Opera dell’architetto Lluís Domènech i Montaner, costruito fra il 1905 e il 1908, ammalia per la sua ricchezza decorativa e lo splendore delle vetrate e dei mosaici. Dalla mano dello stesso architetto nacque anche l’Ospedale di Sant Pau, singolare nel suo essere composto da padiglioni

A circa quattro chilometri sorge il Park Güell, altra tappa fondamentale del nostro itinerario a tema. Park Güell è un’oasi coloratissima, una fuga dalla vitalità di Barcellona. Concepito dal banchiere Eusebi Güell come città-giardino, Gaudí costruì del parco soltanto l’infrastruttura. Ovunque si può notare il geniale impiego del trencadís (mosaico composto da frammenti di maiolica).

Vuoi immergerti ancora di più nell’arte modernista catalana? Segui l’itinerario della Ruta del Modernismo!

Tarragona e la sua storia romana

E se ci spostassimo verso un tema totalmente diverso? Mi riferisco alla Costa Daurada, dove spiccano i resti romani di Tarraco che ebbero un’importanza enorme nello sviluppo della pianificazione e della progettazione urbanistica romana. La città, infatti, servì da modello per gli altri capoluoghi di provincia del mondo romano.

La passeggiata archeologica nelle mura romane più antiche della penisola, che si snoda intorno a una parte del centro storico di Tarragona, ha il potere di riportare indietro nel tempo. Imperdibili, tra le tante tappe della zona, anche il Teatro romano e l’Anfiteatro romano, case di spettacoli sanguinosi e lotte di gladiatori. Sebbene attualmente sia possibile visitarne una piccola parte, a Tarragona è conservata una delle più importanti necropoli del Mediterraneo occidentale, i cui sarcofagi sono conservati al Museo Nazionale Archeologico di Tarragona.

Nel vasto patrimonio UNESCO della Costa Daurada rientra anche il Monastero Reale di Santa Maria de Poblet, una delle maggiori abbazie della Spagna.

Scopri il nostro itinerario di tre giorni alla scoperta di Tarragona e dintorni!

Vall de Boí: il romanico patrimonio UNESCO

A proposito di monasteri, le chiese di Vall de Boí, incastonate in uno scenario che unisce l’arte romanica e al paesaggio rurale così ben preservato quale quello dei Pirenei, sono uno degli esempi più importanti del profondo scambio culturale attraverso l’Europa medievale.

Ricordiamo Sant Climent de Taüll, Santa Maria de Taüll, Sant Joan de Boí, Sant Feliu de Barruera, Santa Eulàlia d’Erill-la-Vall, Santa Maria de Cardet, Sant Quirc de Durro e L’Assumpció del Cóll.

Altri siti Unesco in Catalunya

Bene, adesso restiamo fedeli al mondo dell’arte, ma spostiamoci verso un genere ben diverso di patrimonio UNESCO: i dipinti murali preistorici. Nell’arco mediterraneo della Spagna orientale sorge il maggior gruppo di dipinti d’Europa “sulla roccia” che raccontano in modo eccezionale la vita umana in un periodo fondamentale dell’evoluzione.

Tra i luoghi degni di nota, ne ricordiamo tre.

Le Grotte della Serra de Godall, che dopo la loro scoperta nel 1975 segnarono l’inizio di una campagna di scavi che ha portato al ritrovamento di 386 immagini in quasi 500 metri di grotte.

La Roca dels Moros, utilizzata dall’uomo senza interruzioni per 5.000 anni, a partire dal Paleolitico.

Le Montagne di Prades, situate a 1.200 metri sopra il livello del mare, costituiscono una lunga catena montuose dove sono stati rinvenuti 15 siti di arte rupestre.

Patrimonio Unesco immateriale

E l’enorme patrimonio UNESCO immateriale? Basta riportare due nomi: Els Castells e la Patum de Berga.

I castells (torri umane) costituiscono una delle manifestazioni culturali più autentiche e singolari d’Europa, con oltre 200 anni di storia. Nati nella regione di Tarragona, e più precisamente a Valls, possono raggiungere anche i dieci piani. Oggi si contano 7.000 castellers che costruiscono circa 16.000 torri umane all’anno. É una parte integrante dell’identità culturale catalana, scoprili nel nostro articolo dedicato.

La festa della Patum di Berga inizia invece il giovedì del Corpus Domini e dura quattro giorni. È una manifestazione popolare che ha conservato la mescolanza di radici profane e religiose. Alle rappresentazioni para-teatrali, si unisce inoltre una forte componente emozionale.

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