Cinque tradizioni a Barcellona da vero catalano
Ti dicono parecchio di noi catalani e della nostra cultura, citano momenti importanti del nostro passato e sono parte del nostro presente: sono almeno cinque le tradizioni che a Barcellona non puoi proprio fare a meno di conoscere per sentirti uno di noi.
Noi ne andiamo molto fieri: ancora oggi le coltiviamo con orgoglio e con amorevolezza le tramandiamo di generazione in generazione per preservarle nel futuro, come patrimonio identitario della cultura della Catalunya.
Le danze e la musica: la sardana e il ballo dei bastoni

Andiamo per ordine e cominciamo con la danza nazionale della Catalunya, la sardana. Pur se la balliamo da parecchi secoli, non abbiamo ancora smesso né mai lo faremo. È la nostra bandiera culturale, ecco perché la sardana tutt’ora viene ballata per le strade in occasioni speciali e giornate di festa.
Anche durante tutta la stagione primaverile, tuttavia, puoi assistere a questo spettacolo conviviale ammirando gli amatori che si danno appuntamento nel fine settimana per praticarla. Dove? In pieno centro i punti d’incontro si trovano davanti alla cattedrale di Barcellona (Plaça Nova) e in Plaça Sant Jaume, ma è soprattutto nei parchi urbani che si balla. Il Parc de la Ciutadella e il Parc de Joan Miró sono in cima alla lista.
In pratica, in cosa consiste? Le persone si uniscono in cerchio, si tengono per mano, alzano le braccia e seguono i movimenti di chi conduce il tempo ed ha aperto le danze. Poi, man mano che altre persone si aggiungono ed il cerchio diventa più grande, ci si divide formando via via altri cerchi. La sardana è un’espressione concreta di inclusione, simbolo della coesione sociale e della solidarietà reciproca che appartengono al nostro lifestyle autentico.
Sempre a proposito di balli tradizionali, un altro prezioso patrimonio storico è il Ball de bastons (o ballo dei bastoni) che si ispira alle antiche battaglie a colpi di spade tra cavalieri. Oggi, le armi sono state sostituite da bastoncini di legno, e quella che era originariamente una sfida è diventata una danza.
Puoi assistere a questo coinvolgente spettacolo durante le feste principali, ad esempio nel giorno di Sant Jordi (23 aprile), nella Giornata della Catalogna (11 settembre) ed, ovviamente, il 24 settembre quando si celebra la patrona di Barcellona.
Le sfilate dei giganti e i castellers

In Catalunya, non c’è celebrazione che si festeggi senza la partecipazione dei giganti centenari, immense figure emblematiche realizzate da artigiani locali e trasportate dai geganters. Veri e propri pilastri del folclore locale, rappresentano personaggi storici e figure allegoriche leggendarie.
Nel caso di Barcellona, ad esempio, si tratta del re Jaume I e della regina Violant d’Ungheria, un omaggio alla monarchia della Catalunya in età medievale. Insieme all’aquila, simbolo del potere della città, sono sempre parte essenziale delle sfilate e delle occasioni ufficiali di aggregazione nella capitale catalana. Nei restanti giorni dell’anno, li puoi comunque incontrare presso il Palau de la Virreina, sulla Rambla.
Tra le tradizioni più tipiche ci sono anche le torri umane, o, come le chiamiamo noi, i castellers. Secoli di storia per quella che è molto più che un’usanza tipica, tanto da essere stata dichiarata Patrimonio dell’UNESCO: dietro c’è tanto allenamento, tanto lavoro di squadra, tanto sentimento nazionalista.
Come fosse una vera e propria opera architettonica, i castells possono arrivare fino a dieci piani di altezza e sono formati da uomini e donne che salgono uno sulle spalle dell’altro. In cima di solito è il membro più piccolo del gruppo ad arrampicarsi, un bambino, che va su per ultimo a formare la corona della torre, la cosiddetta enxaneta. Una tradizione che regala emozioni uniche!
Sant Jordi, la festa dell’amore e dei libri
Il 23 di aprile è una giornata molto importante per noi: celebriamo innanzitutto San Giorgio, il nostro patrono, e poi l’amore. Le due cose sono strettamente collegate. Secondo quanto narra la leggenda popolare infatti, tanti secoli fa, c’era un drago che terrorizzava il villaggio di Montblanc. Fu un cavaliere misterioso di nome Sant Jordi a liberare i suoi abitanti e la figlia del re, già destinata ad essere data in pasto al feroce mostro.
Dopo una lunga battaglia, riuscì a trafiggerlo mortalmente e dal suo sangue germogliò un roseto. L’eroe, vittorioso, colse una rosa per regalarla alla principessa, sana e salva. Ecco perché, per noi, il 23 di aprile è il giorno dell’amore e ci piace celebrarlo regalando rose rosse.
È una festa che porta allegria e colore in tutta la Catalunya, a partire dalla sua capitale che si trasforma in un profumato giardino open air. Le Rambles, Plaça Catalunya, Plaça de Vila de Gràcia e Passeig de Gràcia sono un’esplosione di gente e bancarelle. I fiori non si scambiano solo tra innamorati, bensì anche tra amici e familiari.
In questa giornata in particolare, non puoi perderti un selfie davanti alla facciata ricoperta di rose di Casa Batlló: sapevi che Gaudí inserì tantissimi riferimenti alla leggenda di Sant Jordi in questo suo progetto?
E per sentirti uno di noi fino in fondo, fai tappa in uno dei tantissimi forns de pa (panetterie) in città: per l’occasione sfornano il pane di Sant Jordi, che si caratterizza per il suo ripieno bicolore in omaggio alla bandiera catalana.
Infine, il 23 di aprile, Giornata Internazionale del Libro, c’è anche tanto fermento culturale: ci mettiamo in fila per la copia di un libro autografato e facciamo shopping nei gazebo ricolmi di volumi, un altro regalo che ci piace fare a chi vogliamo bene. Approfitta dell’ingresso gratuito in luoghi emblematici come la Biblioteca Nazionale della Catalunya ed il Municipio per capire ancora di più chi siamo.


