La Catalunya è sempre stata un ricettacolo di tesori e un calderone di culture. La sua Storia ultra-millenaria ci racconta, infatti, di popoli e tradizioni che, per differenti motivi, hanno qui trovato terreno fertile per innestarsi e proliferare. Tra le varie civiltà che hanno saputo, più di altre, lasciare un segno indelebile nel territorio catalano, c’è sicuramente quella dell’Antica Roma.

Da nord a sud, dalla Costa Brava alla Costa Daurada, i siti di matrice romana sono numerosi e danno l’idea di una volontà, da parte degli stessi romani, di voler essere presenti a tutti i costi in un territorio d’importanza strategica per l’intera area del Mediterraneo.
Dal loro arrivo, di tempo ne è passato molto, eppure i Romani non se ne sono mai andati dalla Catalunya, anzi hanno fatto in modo che il loro eco rimanesse vivo in tutto il territorio, specie lungo la costa. Ancora oggi l’imprinting romano è più evidente che mai in tutta la regione, e giustamente attira l’attenzione di molti amanti della Storia e dell’Archeologia. Dove? Questo lo vediamo insieme, in questa guida pratica che ci condurrà alla scoperta delle più affascinanti testimonianze della Catalunya Romana!

Tarragona, cuore della cultura Romana in Catalunya

Oggi, la gran parte dei siti di epoca romana in Catalunya si concentra a Tarragona, che può contare su uno scenario d’eccezione, come quello della Costa Daurada. I Romani giunsero da queste parti nel II sec a.C. Un secolo più tardi, Tarraco, l’antica Tarragona, fu nominata capitale della Hispania Citerior, un territorio molto vasto che andava dalle coste di Cartagine ai Pirenei.

Nel tempo, Tarragona ha mantenuto la sua importanza, e oggi è una città dal grande fascino che può contare su un patrimonio archeologico notevole, suggellato nel 2000 dall’UNESCO con la nomina di Patrimonio dell’Umanità.

L’itinerario alla scoperta della Tarraco romana inizia dal cuore della città, precisamente dal Circo Romano costruito nel I sec. d.C, durante il regno di Domiziano, del quale si conservano alcune volte, delle scalinate e parte del podio. Il percorso di scoperta continua poi attraverso i due fori, provinciale e locale, fulcro della vita politica e sociale della città. Si incontrano poi le mura difensive e i resti dell’anfiteatro, simbolo indiscusso di qualsiasi città romana di prestigio, mentre nei pressi del fiume Francolí si trova la necropoli paleocristiana. Lasciandosi alle spalle il centro della città, è possibile ammirare le imponenti vestigia dell’acquedotto di Les Ferreres, anche noto come Pont del Diable all’epoca.

Altri punti salienti dell’itinerario romano sono la Pedrera del Medol, ovvero un’enorme cava da cui veniva estratta roccia calcarea, l’arco, o Roda di Berà, risalente all’epoca di Augusto, infine le ville di Els Munts e Centcelles, che però si trovano rispettivamente ad Altafulla e a Constantí.

Pep Escoda Borràs © ACT

La via Romana del Capsacosta

L’esplorazione prosegue, poi, lungo la Via romana del Capsacosta, l’antica Via Annia che da Figueres si diramava verso le regioni interne montagnose per poi attraversare la piana di Bianya e continuare fino al Coll d’Ares, praticamente ai confini con la Gallia. Un percorso che è possibile fare ancora oggi, peraltro con estrema facilità, giacché la Via Romana si presenta in un ottimo stato di conservazione. Lungo il tragitto, infatti, si possono notare ancora le testimonianze dirette di un eccellente lavoro di edilizia svolto ben duemila anni fa dagli antichi romani, come i muretti, i paracarri e la strada lastricata. Il tratto più interessante attraversa il valico di Capsacosta, in quel territorio compreso tra Hostalets de Capsacosta, nella Garrotxa, e la strada moderna, proprio prima di giungere a Sant Pau de Segúries, nel Ripollés.

Pep Escoda Borràs © ACT

Le rovine Greco-Romane di Empúries

Rimanendo a nord, ma spostandoci verso il mare, nel cuore della celeberrima Costa Brava, in un luogo di incredibile suggestione circondato da spiagge e calette, di fronte ad un Mar Mediterraneo più azzurro ed intenso che mai, si trovano le rovine greco-romane di Empúries, uno dei siti archeologici più belli della Catalunya. Le rovine di Empúries si trovano nella provincia di Girona, in un sito fondato dai greci nel VI secolo a.C e occupato dai romani intorno al I secolo a.C.

Furono proprio i romani a fare di Empúries una bellissima ed elegante colonia dell’Impero, che prosperò grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte commerciali dell’alto mediterraneo, fino a quando non fu abbandonata intorno al III secolo d.C. e cadde in oblio, sommersa dalle sabbie del tempo. Il sito rimase nascosto per secoli, fino a che, alle soglie del XX secolo non cominciarono i primi scavi archeologici che continuano ancora oggi. Le rovine sono estremamente suggestive e la location d’eccezione, con lo sfondo azzurro del Mar Mediterraneo, contribuisce ad alimentarne la fama e la spettacolarità.

Lluis Carro © ACT

Le terme Romane del Puig de Sant Grau

La presenza romana in tutto il territorio della Catalunya si traduce con la bellezza e il prestigio di vestigia classiche che il tempo ci ha lasciato in custodia. I Romani, si sa, erano grandi amanti della vita e del benessere, e tra i loro maggiori interessi, c’era quello di andare alle terme. Il territorio catalano, particolarmente ricco di sorgenti sulfuree dai poteri curativi e rilassanti, facilitò questo buon costume e favorì la realizzazione di impianti termali, molti dei quali monumentali.

Uno dei meglio conservati è quello del Puig de Sant Grau, che si trova nel Comune di Caldes de Malavella, l’antica Aquae Calidae dei romani. Qui, troviamo muri originali e strutture ancora funzionanti, e soprattutto acque termali che sgorgano ad una temperatura di 60° C e che fanno di Caldes de Malavella una delle più rinomate stazioni termali della Catalunya.

Georama © ACT
Vitamina Project

Vitamina Project è un progetto che parla di Turismo Sostenibile e Slow Travel, si rivolge al viaggiatore indipendente e a chiunque ami fare viaggi esperienziali alla scoperta di popoli e culture vicine e lontane. Vitamina Project è anche la storia di Rocco e Giulia, un archeologo e una fotografa, professionisti del viaggio e amanti dell’avventura.

@vitaminaproject