• Mel i mató

    Dolce tipico catalano a base di miele e formaggio fresco

Hai mai sentito la canzone tradizionale catalana “El Noi de la Mare”? La prima strofa recita: “Cosa daremo al Ragazzo della Madre? Cosa ti daremo di buono? Uvetta e fichi e noci e olive. Uvetta e fichi e mel i mató”. Così radicato nella storia gastronomica della Catalunya da trovare il suo posto anche in questo canto natalizio, il mel i mató è un dolce a base di miele e formaggio simile alla ricotta. E quando il formaggio è accoppiato al miele, è possibile toccare meravigliose vette di golosità!

Ancor prima di affondare il cucchiaio nel mató, lasciati sedurre per un momento dalla sua presentazione. La morbida porzione di formaggio è posta al centro del piatto e poi cosparsa di miele. Talvolta, la composizione è guarnita con un tocco di marmellata, cioccolato, frutta secca o, più spesso, con una pioggia di gherigli di noce.

La tradizione dolciaria della Catalunya è molto varia: puoi gustare dessert al cucchiaio come la crema catalana, pasticceria secca come i carquinyolis e i dolci preparati per le ricorrenze come i panellets e il Tortell de Reis. Fra tutti, il mel i mató è unico nel suo genere, anche perché ha uno stretto legame con la produzione casearia, molto radicata nell’entroterra catalano.

La tradizione e la storia del mel i mató

Il mató si ricava sia dal latte di mucca sia dal latte di capra, ed è un formaggio fresco privo di sale. Se vuoi scoprire il cuore della sua produzione, devi recarti fra le suggestive montagne di Montserrat, nel Paisatges de Barcelona, dove si producono le sue versioni più celebri. Ne esiste anche una variante prodotta nel sud della Catalunya, il Brull: un assaggio immancabile se stai visitando la zona di Tortosa e le Terres de l’Ebre.

A ogni modo, il mel i mató è un protagonista di lungo corso della cucina catalana. Oltre alla citazione ne “El Noi de la Mare”, è menzionato in un libro di ricette catalane risalente al ‘300, uno dei ricettari più antichi. Nel Medioevo, infatti, era già un cibo molto popolare e veniva prodotto anche in una variante aromatizzata ai fiori d’arancio! L’aggiunta del miele lo rende oggi un dessert fresco e goloso, legato indissolubilmente al suo territorio. Perfetto, nella sua semplicità.

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