Ve lo immaginate un mondo ricco di rose rosse e di libri, dove si respira nell’aria solo amore e cultura?
Nulla di più reale! Basta venire in Catalunya il 23 aprile di un anno qualsiasi, e farsi trasportare dalla verve di una tradizione tanto antica, quanto viva.
In questo giorno tanto importante dedicato a Sant Jordi, eroe mitico e patrono della Catalunya, una gran energia si sprigiona nell’aria, coinvolgendo all’unisono giovani, adulti e anziani, mentre le strade di città e di paesini si riempiono di bancarelle che vendono libri e rose rosse. Il paradiso dei romantici! Un sogno che si perde nel tempo della tradizione e continua a vivere da oltre 500 anni nel cuore di tutti i catalani.

Il 23 Aprile, infatti, tutta la Catalunya è in gran festa. Si festeggia il patrono Sant Jordi, cui è strettamente connessa la festa degli innamorati, tra poco capiremo il perché, e come se non bastasse, si onora la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, quest’ultima suggellata nel 1995 dall’UNESCO che ne dichiarò la ricorrenza proprio il 23 aprile.
Ebbene, in questo mix di tradizioni popolari e ricorrenze speciali, tutta la Catalunya si ferma per festeggiare una delle date più importanti del suo ricco calendario festivo.
Il fil rouge è sempre Sant Jordi, questo eroe popolare che affonda la sua fama imperitura nella leggenda.

La leggenda di Sant Jordi

Tutto inizia da una leggenda che parla di amore, ardore e coraggio, e che si perde nel tempo mitico della tradizione, attraversando la Storia dei secoli per poi riaffiorare nel presente del terzo millennio.

Racconta questa leggenda che tanto tempo fa, non sappiamo più bene quando, nel remoto sud della Catalunya, precisamente a Montblanc (paesino vicino a Tarragona), arrivò un drago cattivo e feroce ad insidiare la popolazione indifesa. Il suo respiro produceva fuoco e il fetore del suo alito appestava l’aria di disperazione e terrore. Gli abitanti di Montblanc, allora, per placare l’ira del mostro, pensarono di dargli in pasto una persona al giorno, scelta attraverso drammatico sorteggio. La comunità tutta accettò questo pegno, e dopo alcuni giorni la mala sorte ricadde sulla principessa.
La fanciulla, indifesa e rassegnata abbandonò fieramente il suo regno per darsi in pasto al drago, ma all’improvvisò, come un poderoso miraggio, fece la sua comparsa, ormai insperata, un cavaliere dalla lucente armatura che cavalcava un elegante cavallo bianco. Il cavaliere si chiamava Sant Jordi, il quale senza minimamente pensarci, anticipò la principessa, si intromise nella scia del famelico drago e con gesto abile e deciso, sguainò la spada e trafisse il mostro, liberando finalmente la città dall’onta oscura della fiera.

Dal sangue del drago nacque un roseto di rose rosse, di un rosso tanto intenso da accendere il cuore di amore e passione, la stessa passione che infiammò Sant Jordi quando colse una di queste rose e la offrì alla principessa anelante.
Da quel momento, Sant Jordi oltre ad essere considerato emblema di ardore e coraggio, divenne anche il santo protettore degli innamorati, che quindi, ogni 23 aprile perpetuano il proprio amore scambiandosi un libro e una rosa.

Lluís Carro © ACT

Il 23 Aprile, una data particolare

Per la precisione, la tradizione vuole che l’innamorato offra una rosa alla sua amata, mentre quest’ultima ricambi il dono con un libro. In questo poetico scambio di doni si fondono, quindi, la leggenda popolare di Sant Jordi, che rimonta le sue origini agli inizi del XV secolo, e la più recente iniziativa dell’UNESCO che dal 1995 celebra la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.

L’UNESCO ha scelto proprio la data del 23 aprile, in quanto ricorrenza della morte di William Shakespeare (1564-1616), di Miguel de Cervantes (1547-1616) e di Gacilaso de La Vega (1539-1616), e della nascita di altri monumentali scrittori come il russo Vladimir Nabokov (1899-1977), il colombiano Manuel Mejía Vallejo (1923-1998), il premio nobel islandese Halldór Laxness (1902-1998) e tanti altri. Una data particolare, che non poteva non designare una festa così speciale!

Sant Jordi e il simbolismo della Casa Batlló

La leggenda di Sant Jordi, oltre ad infiammare l’animo romantico dei catalani, è stata anche fonte di ispirazione per molti artisti. Tra tutti, Antoni Gaudí ne rappresentò gli episodi salienti nell’architettura di Casa Batlló, così da perpetuare l’anima popolare di questa tradizione tanto importante per Barcellona e la Catalogna tutta.

Esperança Pons Perna © ACT

Se si osserva con attenzione, e soprattutto con animo sapiente, la facciata della Casa Batlló, si noteranno, perciò, svariati richiami alla leggenda di Sant Jordi. A cominciare dalle tegole in ceramica del tetto, che il geniale artista volle disporre a mo’ di squame di drago, mentre l’esile turione che culmina con la croce a quattro braccia è un evidente riferimento alla spada di Sant Jordi.

Immediatamente sotto al tetto, in posizione privilegiata, si trova invece un balcone a forma di fiore che allude al balcone della principessa, mentre proprio sopra l’entrata dell’edificio, quali assi portanti delle vetrate centrali, Gaudí ha voluto inserire delle colonne che ricordassero le ossa del drago. Nella stessa ottica vanno intesi tutti gli altri balconi che simboleggiano tanti teschi.

Chiudono le gallerie delle citazioni gli interni della casa: nell’ingresso privato dell’abitazione della Famiglia Batlló, l’estremità della scala è un chiaro richiamo alla coda del drago, mentre in soffitta, la sala principale di archi catenari rievoca la cassa toracica di un animale preistorico.

A quanto pare, la leggenda di Sant Jordi continua a vibrare nelle menti e nei cuori di tutti i catalani a suon di libri e rose rosse, come un richiamo poetico che assicura la via della cultura e della tradizione popolare.

Vitamina Project

Vitamina Project è un progetto che parla di Turismo Sostenibile e Slow Travel, si rivolge al viaggiatore indipendente e a chiunque ami fare viaggi esperienziali alla scoperta di popoli e culture vicine e lontane. Vitamina Project è anche la storia di Rocco e Giulia, un archeologo e una fotografa, professionisti del viaggio e amanti dell’avventura.

@vitaminaproject