• Grand Tour della Catalogna:

    verso Barcellona, tra Surrealismo e Modernismo

Spiaggia nel villaggio di pescatori di Palafrugell
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Da Figueres a Barcellona

7 GIORNI 525 KM

I paesaggi che ispirarono Salvador Dalí fanno da sfondo a un viaggio che vi porterà ad apprezzare la cucina catalana e a scoprire alcuni dei suoi strepitosi piatti. Dopo esservi inoltrati nelle foreste della Costa Brava, un tempo battuti da banditi e fuorilegge, incontrerete l’architettura modernista nel Maresme e a Barcellona.

1° GIORNO

L’Empordà di Salvador Dalí

Il celebre triangolo dedicato a Dalí ha un vertice a nord di Girona, nel Castell de Púbol, si allunga verso il mare a Port Lligat (Cadaqués) e trova il massimo splendore a Figueres, città natale dell’artista. Qui, al Teatre-Museu Dalí, compirete un viaggio attraverso la fervida immaginazione di una delle personalità più esuberanti del XX secolo. Tra il 1961 e il 1974 Salvador Dalí trasformò l’ex teatro municipale della città, distrutto da un incendio alla fine della guerra civile, nel Teatre-Museu che porta il suo nome, un luogo ricco di sorprese, trucchi e illusioni ottiche, che ospita numerose testimonianze del suo lavoro. Figueres è ricca di altre collezioni e musei da non perdere: al Museu de l’Empordà, per esempio, vi attende un percorso su quattro piani dal VII secolo all’arte contemporanea. Non lasciatevi sfuggire il Sant Narcís di Dalí, una vera esplosione di colore.

Lasciata Figueres, guidando attraverso i vigneti dell’Empordà, che dalle pendici dei Pirenei arrivano al Mediterraneo, raggiungete il Monestir de Sant Pere de Rodes. Fondato nel IX secolo, divenne il più potente della provincia di Empúries. Il percorso prosegue attraversando il parco naturale di Cap de Creus e raggiunge Port Lligat. Qui, in una tranquilla baia, si trova il magnifico complesso che per decenni fu la residenza di Dalí. Non riprendete il viaggio senza aver goduto l’atmosfera di Cadaqués: questo villaggio di case imbiancate a calce è ricco di fascino grazie ai vicoli sinuosi, al grazioso porto e alle spiagge di ciottoli sferzate dal vento.

Proseguite verso sud, seguendo la costa verso Barcellona, lungo il luccicante Golfo di Roses. Giunti alla sua estremità meridionale, fermatevi a L’Escala, località piena di fascino. D’estate gli amanti della tintarella passeggiano lungo il mare, mangiano gelati sulle spiagge sabbiose e brindano con un bicchiere di vino. L’Escala, però, è anche il punto di accesso al sito greco-romano di Empúries: lo incontrerete ai confini settentrionali della cittadina, alle spalle di una spiaggia quasi incontaminata sul Mediterraneo.

A cena assaggiate il prodotto più celebre del territorio in una delle taverne di l’Escala o sperimentate le innovazioni proposte alla Gruta: questo ristorante propone una cucina fusion ispano-francese, con qualche tocco asiatico.

Figueres

Pals

2° GIORNO

Splendidi villaggi medievali

Iniziate la mattina visitando i suggestivi villaggi medievali catalani. Dopo essere arrivati a Peratallada e aver gustato una colazione a base di salsicce e formaggi dell’Empordà, salite in sella a una e-bike per un tour dei borghi medievali: vi aspettano Peratallada, Ullastret, Canapost, La Bisbal d’Empordà, capitale catalana della ceramica, e Pals, splendida città fortificata. Pochi hanno descritto lo spirito dell’Empordà meglio dello scrittore Josep Pla (1897-1981). Se siete interessati alla sua opera, visitate Palafrugell, dove si trova la Fondazione Josep Pla, e Calella de Palafrugell, dove Pla trascorse l’infanzia.

Continuate per Palamós, dove potreste partecipare a uno dei laboratori di cucina del centro culturale Espai del Peix: non solo imparerete a cucinare piatti tipici alla base dell’alimentazione dei pescatori catalani, ma farete anche un tour storico e culturale dedicato al rapporto tra l’uomo e il mare. Intanto, mentre le barche rientrano in porto per portare il pescato al mercato locale, si sarà fatta ora di cena. Alla bodega Brugarol, vicino a Palamós, oltre al cibo e ai vini apprezzerete anche gli ambienti, progettati dallo studio RCR del comune di Olot, vincitore del prestigioso Premio Pritzker di architettura.

Tossa de Mar

3° GIORNO

Lungo la Costa Brava

Proseguite il vostro percorso di avvicinamento a Barcellona lasciandovi alle spalle le montagne dei Gavarres, dai cui boschi di querce si ricavano da sempre ottimi tappi da sughero. Uno dei primi caffè della giornata, se non proprio il primo, vi aspetta a Tossa de Mar: gustatelo ammirando il panorama dalle mura. Tossa è stata una delle prime località della Costa Brava ad attirare i turisti stranieri: in principio si trattava di una piccola colonia di artisti e scrittori che gravitava intorno al ‘paradiso blu’, come lo definì Marc Chagall negli anni ’30. Dopo aver girato per un po’ a piedi per la parte fortificata di Tossa, percorrete almeno un tratto del Camí de Ronda fino a Cala Giverola, per ammirare il colpo d’occhio delle scogliere e del castello dal belvedere di Sant Jaume.

Con una puntata decisa in auto verso l’entroterra, raggiungete Girona, la più grande città della Catalogna settentrionale. Vi troverete un fitto insieme di musei, gallerie d’arte e chiese gotiche, che si affacciano su vicoli acciottolati tra le mura medievali. La sua cattedrale è splendida: un imponente edificio che si staglia sulla sommità di una scalinata di 86 gradini che parte da Plaça de la Catedral. Merita di essere visitato anche il Museu d’Història dels Jueus, dedicato all’eredità ebraica di Girona. Fino al 1492, qui risiedeva la seconda comunità ebraica per importanza della Catalogna (dopo quella di Barcellona) e il suo quartiere ebraico era considerato uno dei più belli del paese. Quando scenderà la sera, un’ottima soluzione per la notte sarà Casa Cúndaro, che dietro una modesta facciata cela cinque camere sontuose e quattro appartamenti curati.

Hostalets d'en Bas

4° GIORNO

Escursioni nel Montseny

La prima tappa della giornata è Rupit, delizioso villaggio dalle case in pietra nel cuore della Collsacabra, area ricca di sorgenti, cascate e pareti impervie. Fermatevi quanto basta a memorizzare tanta bellezza, poi rimettetevi alla guida, perché la giornata riserva numerose altre esperienze.

In meno di un’ora, lungo una strada che esalta il piacere della guida, sarete a Vic. Questa vivace cittadina a circa 70 km da Barcellona coniuga una fantastica architettura medievale con un’energia giovanile. Vestigia romane restaurate con cura e abitazioni moderniste contribuiscono al brioso mix di stili architettonici, mentre Plaça Major è caratterizzata da un insieme di edifici color ocra e rosso mattone. Dopo aver visitato la Catedral de Sant Pere e il Museu Episcopal, che custodisce una collezione di arte romanica e gotica, e il quartiere ebraico, pranzate in uno dei numerosi ristoranti di Vic. El Jardinet, per esempio, è un locale dall’atmosfera calorosa che perfeziona la sua cucina catalana dal 1980: è uno dei migliori in città.

Nel pomeriggio, assaporate l’atmosfera incontaminata del Parc Natural del Montseny, tra boschi, montagne selvagge e leggende di streghe e banditi. Questa Riserva della Biosfera custodisce abeti e querce, ma si possono anche incontrare esemplari di sequoia.

Viladrau

5° GIORNO

Il modernismo del Maresme

L’itinerario di oggi lascia le montagne per raggiungere le spiagge sabbiose della costa del Maresme, subito a nord di Barcellona. Arrivati a Sant Pol de Mar è già tempo di prendere confidenza con la sabbia. Abbandonate l’auto e sedetevi sulla morbida rena di fronte al mare.

Il Maresme, però non è solo mare. A Canet de Mar lo capirete in fretta, visitando il museo dedicato a Lluís Domènech i Montaner, ospitato nella casa in cui visse il grande architetto modernista. In uno dei caffè del viIlaggio provate le “vidrieres modernistes”, o “vetrate colorate”, insoliti ma buonissimi biscotti da tè nati dalla creatività dei pasticceri locali. Fatto il pieno di dolcezza, proseguite per Mataró, il capoluogo del Maresme. Qui si trova quella che è considerata la prima opera di Antoni Gaudí, la Nau Gaudí: ex edificio industriale che oggi ospita concerti jazz e mostre d’arte.

Ormai Barcellona è vicina, ma c’è ancora tempo per visitare una cantina di Alella, dove un calice di Cava rosé si accompagnerà perfettamente con le fragole della Vallalta.

Barcellona

6° GIORNO

Appuntamento con il Modernismo

Verificate voi stessi: poche città al mondo sono caratterizzate da uno stile architettonico così peculiare quanto Barcellona. In tutta la città, non solo negli edifici più famosi, vedrete espressioni del genio creativo di Lluís Domènech i Montaner e Antoni Gaudí: mosaici scintillanti, motivi surreali (in vetro istoriato, ferro battuto, ceramica) ed elementi scultorei che richiamano la natura, la mitologia e il Medioevo. La Ruta del Modernismo a Barcellona comprende circa 120 edifici realizzati dai maestri di questo splendido movimento artistico.

L’arrivo a Barcellona non sarebbe completo senza qualche ghiotto assaggio della cucina catalana, anch’essa una forma d’arte. Gli chef di questa città hanno saputo trasformare il cibo in poesia, elaborando ricette tradizionali con fantasia e un pizzico di follia, e tutta la Catalogna è diventata una delle principali mete gastronomiche mondiali. Quest’alchimia culinaria è chiamata ‘gastronomia molecolare’ e la creatività è il suo ingrediente fondamentale. Per un approccio di alto livello, provate il Disfrutar: insignito di due stelle Michelin, è uno dei migliori della città e tiene fede al proprio nome, che in spagnolo significa ‘godere’. Gestito da allievi di Ferran Adrià che hanno lavorato nel suo pionieristico ristorante El Bulli (ormai chiuso), serve piatti che non sono mai ciò che sembrano, come le ‘olive’ verdi e nere che sono in realtà ganache al cioccolato con acqua di fiori d’arancio. Gli arredi sono favolosi, con mattoni e le tipiche ceramiche a motivi geometrici del gruppo di design catalano Equipo Creativo, e il servizio è impeccabile.

Reso omaggio alla cucina, dovrete farlo anche con la letteratura: niente di meglio, a questo punto, che una passeggiata letteraria ‘rileggendo’ le pagine di Ildefonso Falcones e di Carlos Ruiz Zafón, che a Barcellona hanno ambientato romanzi di grande successo (La cattedrale del mare e L’ombra del vento, per citare i più celebri).

Barcellona

7° GIORNO

In giro per Barcellona, tra mercati e aria di mare

Per vivere al meglio la giornata, vi consigliamo di alzarvi presto e di camminare sul lungomare della Barceloneta, un quartiere pieno di bodegas, tapas bar e gioia di vivere. A questo punto sarete pronti per infilarvi nelle strade di El Born e fare incetta dei prodotti alimentari che si incontrano ovunque. Anche se non siete cuochi provetti, proverete la tentazione di mettervi ai fornelli e realizzare una sontuosa paella. Tenete presente che i tour enogastronomici sono un modo fantastico – e rilassante – per scoprire la città e fare due chiacchiere con i suoi affabili abitanti. Le guide più competenti propongono vari orari e fasce di prezzo.

Anche i mercati cittadini meritano una visita. La rete di Barcellona ne comprende 43 e il più celebre è La Boqueria, uno dei più grandi d’Europa. Qui la gente del posto e gli chef dei ristoranti più famosi si aggirano fra montagne colorate di frutta e verdura e innumerevoli varietà di cibi.

Al termine del vostro lungo percorso attraverso la Catalogna, vi siete guadagnati un pomeriggio tutto per voi. Dedicatelo al mare di Barcellona, splendido in ogni stagione. Noleggiate una barca e spingetevi al largo per ammirare un tramonto grandioso, oppure, se la stagione lo consente, tuffatevi in acqua e chiudete il vostro Grand Tour a stretto contatto con uno dei grandi protagonisti della scena: il Mediterraneo.

Barcellona

Prosegui il viaggio

Tappa 1 - da Barcellona a Tarragona

Tappa 1 – Da Barcellona a Tarragona


6 GIORNI

462 KM

Vi attendono sei giorni di viaggio ricchi di esperienze e ambienti, tra Barcellona, le pendici del Montserrat, antichi monasteri e vigneti. L’itinerario ha tutto ciò che occorre per incantare gli appassionati di cucina, attività all’aperto e musica.

Tappa 2 - da Tarragona a Lleida

Tappa 2 – Da Tarragona a Lleida


7 GIORNI

418 KM

Da Tarragona, il viaggio prosegue verso il Delta dell’Ebro, uno dei siti più ricchi di biodiversità della Spagna. Lasciata l’auto per un po’, pedalerete lungo una ferrovia trasformata in Via Verde e incontrerete ancora le orme di Picasso e Gaudì.

Tappa 3 - da Lleida a La Seu d’Urgell

Tappa 3 – Da Lleida a La Seu d’Urgell


5 GIORNI

357 KM

Questa tappa del Grand Tour attraversa paesaggi dalla bellezza vertiginosa, partendo da Lleida e puntando verso il cuore dei Pirenei. Una delle ricompense, con il cielo sereno, saranno le notti stellate più belle della Catalogna.

Tappa 4 - da La Seu d’Urgell a Figueres

Tappa 4 – Da La Seu d’Urgell a Figueres


5 GIORNI

357 KM

Dal villaggio che ispirò Picasso, attraverseremo montagne incantate e foreste incontaminate, per arrivare alla cittadina che un altro genio spagnolo, Salvador Dalí, seppe trasformare nella propria musa, lasciandovi geniali testimonianze di sé.

Prosegui il viaggio

Tappa 1 - da Barcellona a Tarragona

Tappa 1 – Da Barcellona a Tarragona


6 GIORNI

462 KM

Vi attendono sei giorni di viaggio ricchi di esperienze e ambienti, tra Barcellona, le pendici del Montserrat, antichi monasteri e vigneti. L’itinerario ha tutto ciò che occorre per incantare gli appassionati di cucina, attività all’aperto e musica.

Tappa 2 - da Tarragona a Lleida

Tappa 2 – Da Tarragona a Lleida


7 GIORNI

418 KM

Da Tarragona, il viaggio prosegue verso il Delta dell’Ebro, uno dei siti più ricchi di biodiversità della Spagna. Lasciata l’auto per un po’, pedalerete lungo una ferrovia trasformata in Via Verde e incontrerete ancora le orme di Picasso e Gaudì.

Tappa 3 - da Lleida a La Seu d’Urgell

Tappa 3 – Da Lleida a La Seu d’Urgell


5 GIORNI

357 KM

Questa tappa del Grand Tour attraversa paesaggi dalla bellezza vertiginosa, partendo da Lleida e puntando verso il cuore dei Pirenei. Una delle ricompense, con il cielo sereno, saranno le notti stellate più belle della Catalogna.

Tappa 4 - da La Seu d’Urgell a Figueres

Tappa 4 – Da La Seu d’Urgell a Figueres


5 GIORNI

357 KM

Dal villaggio che ispirò Picasso, attraverseremo montagne incantate e foreste incontaminate, per arrivare alla cittadina che un altro genio spagnolo, Salvador Dalí, seppe trasformare nella propria musa, lasciandovi geniali testimonianze di sé.

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