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Terres de l'EbreCattedrali del vino


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Ami il vino e l'architettura, i paesaggi agricoli e la tranquillità dei paesi di campagna? In Catalogna un percorso unico ti permetterà di unire queste passioni accompagnandoti in un itinerario attraverso alcune delle principali città del vino.

Assaggerai vini e scoprirai cantine e magazzini progettati dai più prestigiosi architetti del modernismo catalano. Il drammaturgo catalano Àngel Guimerà battezzò le cantine moderniste come Cattedrali del Vino e ti sembrerà davvero di entrare in veri e propri monumenti dedicati all'arte vinicola.

Le origini

Le cantine moderniste proliferarono in una congiuntura del settore agricolo segnata dalla comparsa delle cooperative. All'inizio del XX secolo, la piaga della fillossera, la malattia della vite che devastò i vigneti catalani, rese necessario un grande sforzo per ripulire i vigneti e modernizzare finalmente il settore. Molti agricoltori e proprietari decisero così di unirsi in cooperative per andare avanti e per uscire da questa situazione di crisi, e diventò la forza trainante della modernizzazione della campagna catalana.

Le cattedrali, modernismo adatto ai tempi

Per evidenziare questo grande sforzo, le cooperative commissionarono la costruzione di imponenti edifici modernisti. Gli architetti che parteciparono a questo progetto sono stati discepoli di grandi referenti modernisti come Antoni Gaudí o Lluís Domènech i Montaner. Il più importante fu senza dubbio Cèsar Martinell, che conobbe a fondo il mondo del vino per adattare l'architettura alle loro esigenze.

Non si trattava quindi solo di estetica, ma di ottimizzare la produttività e la qualità del vino. Tali opere sono infatti dei veri e propri esempi di ingegneria industriale rurale e la loro architettura rispondeva all'esigenza di modernizzare la produzione di vino e adattarla al nuovo contesto più competitivo.

Questi grandi architetti seppero sfruttare le soluzioni architettoniche del Modernismo e del Noucentisme per costruire veri e propri templi del vino integrati nel mondo rurale mediante l'uso di materiali nobili e la valorizzazione della tradizione artistica catalana. I dettagli tecnologici del tempo applicati alla vinificazione donarono loro funzionalità ed efficienza. La sapiente distribuzione di pilastri, di archi parabolici gaudiniani, di ponti e volte, crearono spazi ampi con tanta luce e l'aspetto di una cattedrale.

Le cantine da visitare

Una parte importante delle cantine moderniste catalane si trova nelle contee di Conca de Barberà, Alt Camp e Terra Alta. Il villaggio di Barberà de la Conca è stato il primo a creare una cooperativa agraria in tutta la Spagna. Qui la monumentalità della cantina cooperativa de L'Espluga de Francolí affascinò lo scrittore e drammaturgo Àngel Guimerà. L'edificio fu opera dell'architetto Domènech i Roura e ospita oggi il Museo del Vino.

Anche l'Alt Camp offre molti esempi di architettura modernista applicata alle cooperative del vino, come Nulles, Vila-rodona o Cabra del Camp, tutte opere di Cèsar Martinell. Terra Alta, nelle Terres de l'Ebre, possiede alcune delle cantine cooperative moderniste più spettacolari e interessanti. A Gandesa, Cèsar Martinell progettò una cantina cooperativa premiata come una delle meraviglie della Catalogna. Inoltre, la cooperativa di Pinell de Brai, a parte il valore architettonico, ha anche una grande ricchezza ornamentale, specialmente nel fregio della ceramica catalane.

Queste cattedrali del vino hanno conservato non solo il design originale e il valore architettonico, ma anche l'eredità del lavoro sviluppato in essi. Sono rappresentanza del costante e duro lavoro delle popolazioni locali, che non è cessato nel tempo e continua a svilupparsi.

Visitarle è un'esperienza emozionante da non perdere.