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Girona, Catalogna: il fascino di una città tra arte e storia

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Che tu la voglia visitare come escursione da Barcellona o fermarti qualche giorno per poterne apprezzare la vita quotidiana e dedicare più tempo alla visita, Girona è sicuramente una città che non delude le aspettative.

Raggiungere Girona dalla vicina Barcellona è semplice: il mezzo più comodo è il treno che in circa quaranta minuti arriva a destinazione. Le stazioni di partenza da Barcellona sono: Sants, Passeig de Gràcia, Clot e Sant Andreu, che sono tutte raggiungibili con la metropolitana.


Girona, tra cultura e mitologia

Una volta giunto nella bella cittadina catalana dedicati al centro: un gioiello di architettura medievale. Il Barri Vell è un quartiere che racchiude importanti monumenti del passato ed è circondato dalle antiche mura, come se volesse conservare segretamente le sue memorie storiche.

l simbolo della città? La Lleona, una statua in pietra che raffigura una leonessa su una colonna. Questa statua è un vero e proprio portafortuna della città verso cui, secondo la tradizione, si rivolge un gesto scaramantico ogni volta che si entra o esce dalla città. In che cosa consiste? Baciare il sedere della leonessa. Se ti capita di vedere qualcuno avvicinarsi alla statua e praticare quest’azione non ti stupire: piuttosto fallo anche tu in segno propiziatorio!

Girona è una città legata alle sue tradizioni e le sue origini risalgono alla mitologia antica: si narra che il suo fondatore fosse il gigante Gerione, dall’aspetto mostruoso a causa delle sue tre teste. Questo proveniva dall’isola di Eritrea nell’oceano Atlantico, quel mondo misterioso oltre i confini allora conosciuti. Non ebbe a lungo l’opportunità di godere della città che ebbe fondato, in quanto fu ucciso da Ercole, che pose fine alla sua brama espansionistica, proiettata alla conquista di tutta la penisola iberica.

n realtà la storia ci racconta che gli iberici furono i primi abitanti, ma Girona prese poi forma sotto l’impero Romano, che era in piena fase espansionistica nel III secolo a.C . Dai Romani in poi Girona fu la sede di vari domini che caratterizzano il suo tessuto architettonicamente così variegato.

Quando Girona è in festa

Girona ha in calendario numerose feste anche tradizionali e in alcuni di questi momenti è piacevole organizzare una vacanza in città. Una delle ricorrenze tradizionali più sentite è quella del santo patrono San Jordi il 23 aprile: gli abitanti esibiscono in quest’occasione dei pupazzi chiamati Tarlà. Chi era Tarlà? Un personaggio che faceva capriole tra i balconi per rallegrare gli abitanti rinchiusi in quarantena per la peste.

Ad ottobre c’è la festa di Sant Narcís dove tutti sono partecipi: si parte dalle istituzioni pubbliche che nella figura del sindaco parla ai cittadini in una proclama, fino alla messa, la parte spirituale della manifestazione. Questa festa coinvolge tutti i cittadini e molti turisti per la numerosa presenza di eventi: la processione di giganti e dei “testoni” per esempio.

Altrettanto caratteristica e di grande suggestione è la sfilata dei Corre Foc, in cui alcuni cittadini si vestono da demoni e vagano per la città con fiaccole, mentre i fuochi d’artificio illuminano il cielo. Cosa non può mancare per chiudere in bellezza una delle feste più caratteristiche di Girona? La sardana, una danza simbolo della tradizione e dell’identità catalana: da ballare tutti insieme!

Negli stessi mesi si celebra anche l’arte in città con il festival del Cinema di Girona, che coinvolge tutto il settore creativo della cinematografia e, con il Festival del teatre Temporada Alta, con una serie di eventi che vogliono enfatizzare la bellezza e l’importanza del teatro.

Molte altre le occasioni, gli angoli, i luoghi che meritano di essere visti in questa città magica. Per questo motivo la domanda sorge spontanea: perché non fermarsi qualche giorno o tornarci più di una volta?

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Marco Allegri
Marco Allegri
Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com (versione inglese). 110 nazioni visitate in 5 continenti. Sempre in viaggio con Felicity e le sue due bambine per dimostrare che è possibile continuare a viaggiare anche con i più piccoli al seguito.